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Formula 1 e i “peccatori”: 17 piloti esclusi dalla griglia

Grosjean crash

La storia della Formula 1 è ricca di episodi curiosi, ma uno dei più rari è quando un pilota viene costretto a saltare un Gran Premio. Nel 2024, Kevin Magnussen è diventato l'ultimo “peccatore” di una lunga lista, escluso dal GP di Singapore per aver accumulato troppi punti di penalità. Ecco i casi più eclatanti del passato, da incidenti spettacolari a decisioni amministrative.

Kevin Magnussen (2024)

Il danese aveva già raggiunto i dieci punti di penalità a maggio, durante il GP di Miami. La collisione con Pierre Gasly a Monza è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso, costringendo Magnussen a guardare il GP di Singapore da spettatore. Al suo posto ha debuttato Oliver Bearman. Per Magnussen, che nel 2025 non ha trovato un sedile da titolare, la penalità sembra un capitolo ormai chiuso.

Romain Grosjean (2012)

Il GP del Belgio del 2012 è ricordato per il clamoroso incidente alla partenza, quando Grosjean ha eliminato Lewis Hamilton, Fernando Alonso e Sergio Pérez, sfiorando il casco di Alonso. L’episodio è stato uno dei motivi che hanno portato all’introduzione dell’Halo nel 2018. Grosjean ha scontato la squalifica a Monza, perdendo il posto in griglia per il GP successivo.

Yuji Ide (2006)

Il giapponese, noto per una guida erratica, ha perso la Superlicenza dopo aver causato un incidente spettacolare con Christijan Albers. Ide non ha più corso in Formula 1, diventando un esempio emblematico di quanto la FIA possa intervenire per motivi di sicurezza.

Button e Sato (2005)

Entrambi i piloti del team BAR-Honda furono squalificati per due gare dopo che le loro vetture risultarono sottopeso al termine del GP di Imola. Per BAR fu un disastro, soprattutto durante il prestigioso GP di Monaco, dove il team aveva invitato numerosi sponsor.

Michael Schumacher (1994)

L'anno di Schumi è stato segnato da controversie. Dopo aver ignorato una bandiera nera a Silverstone per una penalità non regolamentare, la FIA lo ha escluso dai GP di Monza ed Estoril.

Eddie Irvine (1994)

In Brasile, Irvine fu giudicato responsabile di un incidente multiplo che coinvolse Verstappen, Bernard e Brundle. La FIA non mostrò clemenza, squalificandolo per tre gare consecutive.

Nigel Mansell (1989)

Durante il GP del Portogallo, Mansell commise l’errore di fare retromarcia ai box. Tornato in pista, ignorò una bandiera nera e si scontrò con Ayrton Senna. Risultato? Squalifica per il GP di Jerez e minaccia di ritiro da parte del britannico.

Hans Heyer (1977)

Heyer non si era qualificato per il GP di Germania, ma trovò un modo “creativo” per partecipare, infiltrandosi in pista durante la gara. La FIA non gradì, imponendogli una squalifica simbolica.

Lella Lombardi (1976)

L'unica donna a segnare punti in Formula 1 non poté correre un GP quando la sua vettura fu sequestrata da Loris Kessel per una disputa legale.

E tanti altri...

Altri episodi includono piloti come Riccardo Patrese, accusato di causare incidenti, o situazioni bizzarre come quella di Otto Stuppacher, escluso per inesperienza e poi ritiratosi prima di scoprire che avrebbe potuto gareggiare.

Conclusioni

Questi episodi sono un promemoria che la Formula 1 non riguarda solo velocità e talento, ma anche regolamenti rigidi e controllo disciplinare. Ogni caso riflette il complesso equilibrio tra competizione, sicurezza e integrità sportiva che caratterizza il mondo delle corse.

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