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MotoGP Qatar 2025, il caso Viñales: penalità per pressione gomme troppo bassa. Scoppia la polemica

pressione gomme

Dopo una gara mozzafiato al GP del Qatar 2025, Maverick Viñales è passato dalla gloria al disastro: una penalità post-gara per pressione irregolare del pneumatico anteriore lo ha retrocesso dal podio alla 14ª posizione. Ancora una volta, la controversa regola della pressione minima dei pneumatici in MotoGP torna al centro delle polemiche.

Cosa è successo a Maverick Viñales

Il pilota spagnolo del team KTM-Tech3, autore di una gara spettacolare con sorpassi da manuale fino a sfiorare la vittoria, è stato sanzionato dopo la bandiera a scacchi. Il motivo? Pressione troppo bassa del pneumatico anteriore per oltre il 40% della gara, a fronte del minimo regolamentare richiesto di 1,88 bar per almeno il 60% della distanza totale.

La penalità è arrivata quasi due ore dopo il termine della gara: la direzione gara ha impiegato tempo per verificare che non ci fossero guasti tecnici, come accaduto in passato (vedi caso Acosta in Indonesia).

La regola sulla pressione: sicurezza o farsa?

La norma introdotta nel 2024 mira alla sicurezza, secondo quanto dichiarato da Michelin, fornitore unico di pneumatici: le gomme lavorano in uno stretto range di pressione e temperatura. Fuori da questi parametri, la gomma smette letteralmente di funzionare.

Tuttavia, la dinamica della gara è imprevedibile: Viñales ha condotto molte fasi della corsa da solo, senza scie, senza traffico, e questo ha impedito di mantenere la pressione ottimale nel pneumatico anteriore. Un paradosso: correre bene può portare a una penalità.

Reazioni e polemiche

La decisione ha scatenato forti critiche da parte di tifosi e addetti ai lavori. La stessa latenza nella comunicazione della penalità (oltre 90 minuti) ha lasciato un senso di incertezza e frustrazione. Nonostante la regola sia chiara, è la sua applicazione che fa discutere: come si può chiedere a un pilota di gestire anche la pressione delle gomme in un contesto così dinamico?

Viñales, che stava per diventare il primo pilota a vincere in MotoGP con quattro marchi diversi, ha concluso 14° con solo due punti iridati, a causa di una penalità di 17,8 secondi

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