- Ottieni link
- X
- Altre app
Yamaha si prepara a un 2025 ambizioso, con nuovi obiettivi e una visione fresca sotto la guida di Paolo Pavesio, che ha preso il posto di Lin Jarvis come responsabile del progetto MotoGP. Dopo una stagione 2024 sfidante, Yamaha punta a tornare competitiva e ha rinnovato la propria struttura tecnica, anche con l’ingresso di Massimo Bartolini come direttore tecnico.
Pavesio, che lavora con Yamaha da oltre 20 anni, ha assunto il comando del progetto MotoGP con un chiaro approccio: un mix di esperienza e innovazione. «È una grande sfida personale, ma anche un lavoro di squadra», ha dichiarato il nuovo capo di Yamaha Motor Racing. Nonostante l’eredità pesante di Lin Jarvis, il passaggio di consegne è stato sorprendentemente fluido. «Abbiamo lavorato molto insieme negli ultimi mesi. Il trasferimento di conoscenze è stato eccellente, e ora sto cercando di unire tutti i pezzi», ha spiegato Pavesio.
Tra le sfide principali ci sono le nuove direzioni tecniche, tra cui il lavoro sul motore V4, che sembra rappresentare il futuro per Yamaha. «Le moto più veloci oggi sono tutte con motore V4, ed è per questo che siamo aperti a imparare qualcosa di nuovo», ha detto Pavesio, sottolineando che, mentre la M1 continuerà a essere sviluppata, i piloti avranno nuovi componenti da testare, tra cui un telaio aggiornato, una nuova versione del motore, nuove soluzioni aerodinamiche ed elettroniche.
Tuttavia, il passaggio al motore V4 non avverrà immediatamente. «Ci sarà un momento in cui il nuovo progetto supererà quello attuale, ma non nel 2025. Forse nel 2026 o 2027 vedremo la nostra nuova piattaforma tecnica», ha spiegato il responsabile. La scelta di evolvere la M1 parallelamente allo sviluppo del V4 mostra quanto sia importante per Yamaha mantenere l'idea di un moto versatile e vincente, senza restare legati a un unico concetto tecnico.
Pavesio ha anche voluto chiarire che l’approccio di Yamaha non è ideologico. «Non seguiamo un’ideologia, vogliamo solo una moto vincente», ha ribadito. L’integrazione della mentalità europea, in particolare quella italiana, è un aspetto fondamentale del progetto. «Abbiamo un team forte di ingegneri in Giappone, ma stiamo costruendo anche una capacità di ingegneria in Europa, specialmente in Italia. La responsabilità tecnica è determinata dalla competenza, non da ideologie», ha affermato, sottolineando che l’aerodinamica, ad esempio, è gestita dal team europeo per via dell’esperienza in questo campo.
Con un approccio dinamico che fonde la precisione giapponese con la creatività europea, Yamaha punta a costruire non solo una moto veloce, ma una macchina vincente, pronta a dominare le piste nei prossimi anni. Pavesio è chiaro: «Vogliamo che l’1+1 faccia più di 2».

Commenti
Posta un commento