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Paolo Simoncelli e la sicurezza in MotoGP: «Niente coccodrilli, ma servono regole chiare!»

Paolo Simoncelli

Paolo Simoncelli, veterano del paddock e fondatore del team SIC58 Squadra Corse in Moto3, è tornato a far sentire la sua voce dopo i recenti incidenti avvenuti sul circuito di Losail. In particolare, Simoncelli ha commentato il violento highside di Jorge Martin in curva 13, causato dal superamento dei limiti di pista, e rilancia il dibattito su una gestione più severa di questi episodi.

 Il problema dei limiti di pista

L'incidente di Martin, toccato anche da Fabio Di Giannantonio subito dopo il volo, ha riacceso una questione mai davvero risolta: l’abuso dei limiti di pista da parte dei piloti. Simoncelli non usa mezzi termini:

«Oggi i piloti sanno che oltre la pista c’è solo asfalto, nessuna ghiaia, nessuna conseguenza. Chi sbaglia non paga, chi resta pulito non viene premiato.»

La proposta: regole chiare o... ritorno al passato

Secondo Simoncelli, per riportare il rispetto dei limiti di pista ci sono solo due strade:

  1. Regole automatiche e semplici: per esempio, chi esce dalla pista prende automaticamente una penalità di 1 secondo.

  2. Tornare alla ghiaia: una soluzione "vecchio stile", ma che secondo Simoncelli ha un valore educativo.

    «Ogni errore deve avere un prezzo. Ogni azione deve contare.»

I famosi cordoli di Misano: un’arma a doppio taglio?

Il team manager italiano cita anche i cosiddetti cordoli di Misano, progettati per scoraggiare l’uso eccessivo delle vie di fuga. Ma anche questi creano problemi:

«Le ruote si piegano, i cerchi si rompono. Si cerca la prestazione a tutti i costi, ma i danni per i team sono continui. Forse sono stati approvati troppo in fretta.»

Una questione di equilibrio

Simoncelli non ha la pretesa di offrire soluzioni miracolose, ma è chiaro nel suo obiettivo: ridurre il rischio, educare i piloti e preservare la spettacolarità senza sacrificare la sicurezza.

«Non possiamo mettere coccodrilli oltre la pista, ma possiamo fare in modo che chi sbaglia lo senta davvero.»


Il tema è caldo e merita attenzione: tra nuove tecnologie e spirito delle corse, la sicurezza non può essere lasciata indietro. La voce di Paolo Simoncelli, forte dell’esperienza e della tragedia personale, è un monito che il mondo della MotoGP farebbe bene ad ascoltare.



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