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Dopo il Gran Premio di Arabia Saudita, il team principal della Ferrari, Frédéric Vasseur, non le ha mandate a dire. Le critiche a Lewis Hamilton, solo settimo a oltre 30 secondi dal compagno di squadra Charles Leclerc, hanno fatto scattare il manager francese.
Ferrari: luci e ombre a Jeddah
Se da un lato Leclerc ha brillato con un ottimo terzo posto, dall'altro Hamilton ha faticato visibilmente. Ma Vasseur non accetta il tono accusatorio rivolto al sette volte campione del mondo:
«È tutto un maledetto nonsenso!», ha sbottato.
«Abbiamo corso solo cinque GP. C'è chi vince una gara e poi arriva settimo nella successiva. Questo è lo sport, è competizione».
Vasseur: "Non siamo né campioni né disastrosi"
Il team principal ha sottolineato quanto la Formula 1 di oggi sia estremamente competitiva:
«Ci sono dieci auto in pochi decimi. In Bahrain Verstappen è arrivato settimo, in Giappone ha vinto e a Jeddah è partito in pole ed è arrivato secondo. Nessuno grida al dramma!».
Vasseur invita a restare lucidi:
«Siamo un team. Ci sono alti e bassi, ma continuiamo a lavorare concentrati. Non divento campione del mondo oggi, né siamo allo sbando domani».
Fiducia in Hamilton: “C’è il potenziale”
E sul numero 44 Vasseur è chiaro:
«Credo in Lewis al 100%. Stiamo lavorando per capire perché fa più fatica di Charles. Ma il potenziale c'è, lo abbiamo visto in Cina e in Bahrain».
Il punto, secondo il manager, è affinare la bilanciatura della monoposto, decisiva nella gestione degli pneumatici:
«Tutti lottano con l’equilibrio della vettura. Serve tempo, non processi sommari».

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