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Franco Colapinto difende Yuki Tsunoda: "Aveva tutte le ragioni per essere arrabbiato"

Franco Colapinto difende Yuki Tsunoda: "Aveva tutte le ragioni per essere arrabbiato"

A Imola, un episodio in pista tra Yuki Tsunoda e Franco Colapinto ha scatenato un'ondata di reazioni sproporzionate sui social. Colapinto, finito involontariamente nel mezzo, ha preso una posizione chiara: «Tsunoda aveva ragione. E i commenti d’odio vanno condannati senza mezzi termini.»


Il caso Imola: un'incomprensione diventa bufera social

Durante le prime prove libere del GP di Imola, il giapponese Yuki Tsunoda si è trovato ostacolato da Franco Colapinto in un momento cruciale. La sua reazione, comprensibilmente stizzita, ha però generato una valanga di commenti d’odio e perfino razzisti da parte di alcuni sostenitori dell'argentino.

Un comportamento che non è passato inosservato né al team Alpine, né allo stesso Colapinto, che ha deciso di affrontare la questione pubblicamente durante il weekend di Monaco.


Colapinto: "Condanno ogni forma di odio. Yuki ha reagito nel modo giusto."

In modo lucido e responsabile, il 21enne ha dichiarato:
«Come atleti, dobbiamo concentrarci su ciò che possiamo controllare. Non possiamo impedire che certe persone siano irrispettose, ma possiamo prendere posizione.»

Colapinto ha aggiunto:
«Anch'io ho ricevuto insulti in passato. Fa parte del nostro mestiere, purtroppo. Ma in questo caso, Tsunoda aveva tutte le ragioni per essere arrabbiato. Io stesso sarei stato frustrato al suo posto. Ho sbagliato e lo capisco.»

Un’ammissione onesta, che dimostra maturità e sportività. «È nostro compito, come sportivi, dare il buon esempio. E dire chiaramente che l’odio non ha posto nel motorsport.»


Il messaggio è chiaro: il rispetto prima di tutto

Il team Alpine ha pubblicato un comunicato ufficiale per condannare gli attacchi e invitare alla responsabilità. Colapinto, da parte sua, si impegna a bloccare e segnalare i messaggi offensivi: «Non tollero commenti pieni d’odio, né verso di me né verso altri piloti. Questo sport deve unire, non dividere.»


Franco Colapinto non solo ha riconosciuto il proprio errore in pista, ma ha lanciato un forte messaggio contro il cyberbullismo e il razzismo. Una lezione di umanità e sportività che vale molto più di una posizione in griglia.


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